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2018

  Sì, alla fine mi sono laureato. Dopo una rapida revisione dell’articolo di Capodanno del 2017, mi premeva in particolar modo dare questa notizia. Il grande giorno è arrivato e, per essere precisi, è avvenuto il 12 aprile 2017. Quest’anno scrivo il mio articolo per l’anno nuovo con un po’ più di ritardo del solito, ma il trambusto degli ultimi giorni mi ha parecchio disorientato. Ritardo o no, l’anno è ricominciato ed eccoci catapultati in un ulteriore nuovo inizio. Sempre rileggendo il post dell’anno scorso, posso affermare che i cambiamenti questa volta sono stati tanti e numerosi, notevoli, disorientanti, felici, deprimenti…insomma, tanti. Bisogna considerare innanzitutto che gli ultimi 7 mesi del 2017 li ho trascorsi in Inghilterra, a Cambridge, dove mi sono trasferito dal primo di giugno per lavorare come infermiere. Pensando in termini matematici, 7 mesi sono quasi il 60% di un anno e pensare che ho trascorso più della metà dello scorso anno lontano da casa e in un paese nuo...

Connessione

  Sono solo un ragazzo in un bar . Sono solo una persona seduta tra una fila di banchi, durante un esame. Sono solo un ragazzo che balla, in una stanza piena di gente. Sono solo un qualcuno. Un qualcuno che cammina, che corre, che girovaga in una città lontana e a cui nessuno appartiene. Avanti. Indietro. Ripercorro le stesse vie più e meno trafficate che conosco a memoria. So esattamente dove conducono. Non so chi incontro sul mio stesso cammino. Allora guardo attorno a me e cerco. Cerco un viso conosciuto, qualcuno che quantomeno somigli a te. Guardo le persone, osservo e cerco il tuo sguardo. Lo cerco in uno sconosciuto, in un individuo seduto davanti o dietro di me su un aereo. Su un pullman. Tra i passanti che scorgo dal finestrino di un taxi. Cerco uno sguardo. Istantaneo, improvviso, spontaneo. Un punto di connessione con te, ormai lontano. E quando finalmente ti avrò trovato, potrò chiudere gli occhi e andare a dormire.

To be continued

I nostri vestiti sparsi per la camera, l’aria fresca, quasi come una brezza primaverile, che accarezzava la pelle fino a farla rabbrividire. I suoi capelli. I suoi capelli spettinati che gli accarezzavano il volto e che si appoggiavano sulle palpebre nascondendo i suoi occhi color cenere, contrastanti con l’azzurro dei miei. Il mio corpo ancora avvertiva il calore del suo, come se fosse ancora appoggiato sopra di me, ma quello che mi rimandava a questa sensazione era il suo abbraccio che mi tratteneva. Potevo avvertire ancora l’odore del profumo sulla sua pelle, sul suo collo, che si mescolava con quello di sigaretta rimastomi addosso dalla sera prima. Io ero sveglio. Lui aveva chiuso gli occhi, ma non stava dormendo profondamente. La notte era stata quasi impercettibile, era trascorsa in un attimo e ora i primi albori stavano già colorando di grigio il cielo nuvoloso di quella giornata autunnale. Avevo fatto la cosa giusta? O avevo fatto quella sbagliata? Ma perché porsi il problema? ...

2017

Devo ammettere che ultimamente, pensando a me dietro una schermata contenente una pagina bianca su cui scrivere, mi sono sentito molto Sarah Jessica Parker in  Sex and the City . Ma non comincerò questo articolo con “ E quindi mi sono chiesta… “, proseguendo con numerose riflessioni incentrate sul sesso e sull’amore. Inoltre, credo che tra me e Carrie Bradshaw ci siano delle grandi differenze: non vivo a New York City, non so cosa siano delle Manolo Blahnik, né le possiedo, sono povero, e non faccio soldi scrivendo o con la mia creatività. Anche se in realtà, lo ammetto, in passato ci pensai a lungo, ma non con la scrittura, bensì con la musica; alla fine mi resi conto che non avendo un timbro vocale e la voglia di vivere come quella di Adele, non essendo bello e bravo come Leona Lewis ed essendo troppo giovane e troppo dilettante per poter duettare con Peter Gabriel, avrei dovuto trovare strategie alternative per poter fare miliardi esprimendo i miei sentimenti. Mi sono quindi arr...

2016

Ogni anno la storia si ripete: si termina l’anno corrente, sperando che quello nuovo sia decisamente migliore. E ogni anno è così: si spera che la merda (senza mezzi termini) che ci ha ribaltati con l’anno passato non si ripeta. E, ad essere sincero, anche per me questo 2015 è stato particolarmente difficile. Se di solito si tende a guardare il quadro generale, non penso lo farò quest’oggi. No, assolutamente NO. Mi soffermerò a pensare soprattutto al mese appena trascorso, perché dicembre è stato il mese in cui, dopo aver non toccato il fondo, ma raschiato le fondamenta, mi sono risollevato. O meglio, mi hanno risollevato, e dopo aver trovato persone che con un abbraccio hanno preso i miei frammenti e sono riusciti a ricomporli, aggiungendoci poi, di volta in volta, un po’ di colla per tenerli saldi, sono finalmente riuscito a dire:  Sono Luca cazzo Bellomo, sono in grado di dare tanto e sono bravo in quello che faccio. E da questo momento non permetterò a nulla e a nessuno, a meno...

Sassi e traiettorie

                                                                                                                      11 Ottobre 2016, Milano Caro L., Raramente mi ritrovo ad afferrare carta e penna, “alla vecchia maniera”, per scrivere a qualcuno. Ma ancor più raramente mi ritrovo a farlo alle 8.00 di mattina, in un bar del centro, accompagnato da una tazza di caffè americano – di cui ancora non sento gli effetti sul mio Sistema Nervoso Centrale – e circondato da centinaia di persone che cominciano come me la loro giornata. Chi diretto frettolosamente alla stazione o alla fermata della metropolitana più vicina. Chi come me, invece, riesce a godersi con più calma il sapore dolciastro e i...

Un letto pieno di stelle

  Torno da solo in una casa solitaria. In una casa che mi accoglie silenziosa e attonita, che mi dà il benvenuto solo attraverso gli sguardi sorridenti delle foto di quando ero bambino e di quando quella casa per me era nuova. Mi guardo intorno e una luce soffusa è l’unica fonte di calore che riesco a percepire, in un clima insolitamente freddo per questa stagione insolitamente calda. Le stanze vuote, la cuccia del cane vuota, le porte chiuse e le finestre serrate. Vado in camera mia, mi fermo sull’uscio e comincio a notare dettagli già noti, ma non abbastanza considerati nelle giornate chiuso sui libri o con la musica nelle orecchie. Le biro sulla scrivania, i vecchi occhiali da vista a fianco a un rotolo di scoctch – lo stesso che avevo usato per ripararli – le mensole colme di libri…le mensole…i vecchi annuari del liceo. Ne prendo uno e comincio a sfogliare le pagine. Pagine riempite da foto di gruppo, da foto di classe e da foto di persone. Pagine ricoperte di scritte. Scritte ...