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Un letto pieno di stelle

  Torno da solo in una casa solitaria. In una casa che mi accoglie silenziosa e attonita, che mi dà il benvenuto solo attraverso gli sguardi sorridenti delle foto di quando ero bambino e di quando quella casa per me era nuova. Mi guardo intorno e una luce soffusa è l’unica fonte di calore che riesco a percepire, in un clima insolitamente freddo per questa stagione insolitamente calda. Le stanze vuote, la cuccia del cane vuota, le porte chiuse e le finestre serrate. Vado in camera mia, mi fermo sull’uscio e comincio a notare dettagli già noti, ma non abbastanza considerati nelle giornate chiuso sui libri o con la musica nelle orecchie. Le biro sulla scrivania, i vecchi occhiali da vista a fianco a un rotolo di scoctch – lo stesso che avevo usato per ripararli – le mensole colme di libri…le mensole…i vecchi annuari del liceo. Ne prendo uno e comincio a sfogliare le pagine. Pagine riempite da foto di gruppo, da foto di classe e da foto di persone. Pagine ricoperte di scritte. Scritte ...

Caro nonno

  Caro nonno, E’ da tanto tempo che non ti scrivo, come è da tanto tempo che ti vengo a trovare. Te ne sei andato quando avevo sedici anni, ora ne ho quasi ventuno e sono cambiate tante cose. In questi anni sono diventato troppo razionale per poter credere che tu ti potessi trovare da qualche parte e che da lì avessi tempo per ascoltarmi o per darmi retta. A chi stavo parlando? Eppure a sedici anni ci credevo. E l’unico motivo per cui continuavo a farlo, era che non potevo spiegarmi il fatto che nella nostra vita, e soprattutto in quella della mamma, tu non ci potessi essere più. Ma a che pro? Alla fine i miei problemi ho imparato a gestirmeli da solo, con la dovuta logica. I rapporti con le persone non erano più una difficoltà, perché ormai avevo capito che tutti, prima o poi, se ne sarebbero andati, quindi lasciarmi andare che senso poteva avere? E tu? Anche se avessi potuto fare qualcosa, le tue priorità sarebbero state la mamma e la nonna. In confronto, cosa può turbare un adol...

Ho le scarpe da sera, ma non sono in vena

  Quando sarai in mezzo alla folla, ad un tratto ti volterai, e io non sarò più lì. Mi sarò allontanato per un minuto. Mezz’ora. Un’ora… Allora verrai a cercarmi, e mi troverai lì: seduto sul bordo del marciapiede, a guardare le macchine di passaggio, illuminato dai fari sfuggenti e dalla luce soffusa del lampioni. La solita sigaretta in bocca, come unica compagnia. Non ci sarà un perché. Non ci sarà un motivo. Ad un certo punto, dopo esserti allontanato dalla folla, verrai a cercarmi. Ma io non vorrò tornare indietro. Non vorrò parlarti. Senza un perché. E quando ti allontanerai da me per ritornare in mezzo agli altri, lasciandomi da solo, in balia delle luci della notte, solo uno sarà il mio pensiero. Ritorna a cercarmi.

I giorni dell'albatros

Questo racconto breve fu il vincitore del Terzo Posto al Concorso Letterario di Calusco d'Adda del 2015 Marco si era svegliato, come tutte le mattine, alle 5.00. La suoneria del cellulare che aveva scelto come sveglia era insopportabile per le sue orecchie, ma era l’unica che non gli permetteva di riaddormentarsi. Mise il primo piede a terra, sentì il freddo del pavimento sulla pianta. Maledetto riscaldamento. Il ritardo del pagamento dell’affitto non gli permetteva più di accendere il termosifone. Ormai le cose erano difficili per tutti e, dopo i numerosi tagli di stipendio, continuare a mantenersi diventava sempre più complicato. Ma del resto, non poteva lamentarsi più di tanto: quantomeno non lo avevano lasciato a casa, cosa che invece era capitata a Sara, sua amica e compagna di studi, dopo che nel suo reparto furono costretti a ridurre il numero di infermieri per turno. La voglia di andare al lavoro, ormai, si faceva sentire sempre meno. Dopo essersi infilato le pantofole ed e...

Keep calm, carry on, and change

Uno dei primi giorni di Università, il nostro Coordinatore del Corso di Laurea entrò in aula, diede un bigliettino ad ognuno di noi, e ci chiese di scriverci la risposta alla domanda “Che cosa voglio imparare?”. Sulle prime ero molto indeciso: cercavo una risposta che non mi esponesse troppo e che facesse sì che i miei colleghi e il Coordinatore stesso non si facessero un’idea su chi potessi veramente essere. Decisi, così, di lanciare una sfida e la mia risposta fu:  Un metodo per diventare l’infermiere più bravo sulla faccia della terra . Se avessi saputo quanto avrei dovuto pagare caro le conseguenze di quella sfida, me la sarei tenuta per me. Fu un anno difficile. Una fase di rodaggio che mi costò tanta fatica e sudore. Nel corso dei miei anni sono cambiato in maniera notevole e in un lungo periodo, ma mai così velocemente come ho dovuto fare il primo anno di Università. la verità è che, in quel momento, una risposta non ce l’avevo. E di certo non avrei potuto trovarla nei 5 min...

Delete

Eliminare le persone dalla propria vita è diventato più semplice di quello che sembra: un semplice  click , e il contatto sparisce dall’elenco degli amici di Facebook o del proprio smartphone. Ma il ricordo? Quello rimane. Ma, con il tempo, tutto passa. Tutto si riesce a cancellare e, dopo qualche mese o qualche anno, ci si ritroverà insieme ai propri amici, attorno al tavolo di un qualunque bar e, in un momento di divagazione dei propri pensieri mentre il logorroico della situazione racconta vita, morte e miracoli di quello che ha fatto la settimana prima, il pensiero porrà la domanda “Ma che fine avrà fatto…?” Che poi questo porti al desiderio di risentire nuovamente questa persona o meno, dipende. La maggior parte delle persone correla questo premere il tasto  Delete  ad un motivo di rabbia, astio o simili, ma non deve essere necessariamente così. Spesso è dovuto ad un modo per tutelare la propria persona e per evitare di soffrire nuovamente dopo essersi ridotti a fung...

IoSonoCharlie

  Ormai tutti i giornali ne parlano e i social network continuano a postare immagini e stati inerenti all’argomento. Di tutto quello che succede nel mondo e di quello che è successo in passato, forse non tutti hanno sempre detto la verità o fornito le giuste notizie nella loro totalità, ma al momento ciò che è accaduto ieri, 7 gennaio 2015, sembra aver attirato l’attenzione di tutti i notiziari con titoli imponenti. Devo ammettere che sono stato pervaso da tante emozioni ieri quando, tornato da un pomeriggio di studio universitario, ho avuto modo di ascoltare la notizia dai telegiornali. Tra lo stupore, il ribrezzo e i crampi allo stomaco, non so cosa abbia avuto la meglio su di me. Per porre fine al tutto, il mio lato razionale ha preso il sopravvento. Ho pensato a lungo prima di scrivere questo articolo: non volevo che le mie parole fossero soggette a missunderstanding e venissi preso per il razzista o l’anti religioso della situazione. Quindi, ho cercato di ponderare a lungo e s...