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Ho le scarpe da sera, ma non sono in vena

  Quando sarai in mezzo alla folla, ad un tratto ti volterai, e io non sarò più lì. Mi sarò allontanato per un minuto. Mezz’ora. Un’ora… Allora verrai a cercarmi, e mi troverai lì: seduto sul bordo del marciapiede, a guardare le macchine di passaggio, illuminato dai fari sfuggenti e dalla luce soffusa del lampioni. La solita sigaretta in bocca, come unica compagnia. Non ci sarà un perché. Non ci sarà un motivo. Ad un certo punto, dopo esserti allontanato dalla folla, verrai a cercarmi. Ma io non vorrò tornare indietro. Non vorrò parlarti. Senza un perché. E quando ti allontanerai da me per ritornare in mezzo agli altri, lasciandomi da solo, in balia delle luci della notte, solo uno sarà il mio pensiero. Ritorna a cercarmi.

I giorni dell'albatros

Questo racconto breve fu il vincitore del Terzo Posto al Concorso Letterario di Calusco d'Adda del 2015 Marco si era svegliato, come tutte le mattine, alle 5.00. La suoneria del cellulare che aveva scelto come sveglia era insopportabile per le sue orecchie, ma era l’unica che non gli permetteva di riaddormentarsi. Mise il primo piede a terra, sentì il freddo del pavimento sulla pianta. Maledetto riscaldamento. Il ritardo del pagamento dell’affitto non gli permetteva più di accendere il termosifone. Ormai le cose erano difficili per tutti e, dopo i numerosi tagli di stipendio, continuare a mantenersi diventava sempre più complicato. Ma del resto, non poteva lamentarsi più di tanto: quantomeno non lo avevano lasciato a casa, cosa che invece era capitata a Sara, sua amica e compagna di studi, dopo che nel suo reparto furono costretti a ridurre il numero di infermieri per turno. La voglia di andare al lavoro, ormai, si faceva sentire sempre meno. Dopo essersi infilato le pantofole ed e...

Keep calm, carry on, and change

Uno dei primi giorni di Università, il nostro Coordinatore del Corso di Laurea entrò in aula, diede un bigliettino ad ognuno di noi, e ci chiese di scriverci la risposta alla domanda “Che cosa voglio imparare?”. Sulle prime ero molto indeciso: cercavo una risposta che non mi esponesse troppo e che facesse sì che i miei colleghi e il Coordinatore stesso non si facessero un’idea su chi potessi veramente essere. Decisi, così, di lanciare una sfida e la mia risposta fu:  Un metodo per diventare l’infermiere più bravo sulla faccia della terra . Se avessi saputo quanto avrei dovuto pagare caro le conseguenze di quella sfida, me la sarei tenuta per me. Fu un anno difficile. Una fase di rodaggio che mi costò tanta fatica e sudore. Nel corso dei miei anni sono cambiato in maniera notevole e in un lungo periodo, ma mai così velocemente come ho dovuto fare il primo anno di Università. la verità è che, in quel momento, una risposta non ce l’avevo. E di certo non avrei potuto trovarla nei 5 min...

Delete

Eliminare le persone dalla propria vita è diventato più semplice di quello che sembra: un semplice  click , e il contatto sparisce dall’elenco degli amici di Facebook o del proprio smartphone. Ma il ricordo? Quello rimane. Ma, con il tempo, tutto passa. Tutto si riesce a cancellare e, dopo qualche mese o qualche anno, ci si ritroverà insieme ai propri amici, attorno al tavolo di un qualunque bar e, in un momento di divagazione dei propri pensieri mentre il logorroico della situazione racconta vita, morte e miracoli di quello che ha fatto la settimana prima, il pensiero porrà la domanda “Ma che fine avrà fatto…?” Che poi questo porti al desiderio di risentire nuovamente questa persona o meno, dipende. La maggior parte delle persone correla questo premere il tasto  Delete  ad un motivo di rabbia, astio o simili, ma non deve essere necessariamente così. Spesso è dovuto ad un modo per tutelare la propria persona e per evitare di soffrire nuovamente dopo essersi ridotti a fung...

IoSonoCharlie

  Ormai tutti i giornali ne parlano e i social network continuano a postare immagini e stati inerenti all’argomento. Di tutto quello che succede nel mondo e di quello che è successo in passato, forse non tutti hanno sempre detto la verità o fornito le giuste notizie nella loro totalità, ma al momento ciò che è accaduto ieri, 7 gennaio 2015, sembra aver attirato l’attenzione di tutti i notiziari con titoli imponenti. Devo ammettere che sono stato pervaso da tante emozioni ieri quando, tornato da un pomeriggio di studio universitario, ho avuto modo di ascoltare la notizia dai telegiornali. Tra lo stupore, il ribrezzo e i crampi allo stomaco, non so cosa abbia avuto la meglio su di me. Per porre fine al tutto, il mio lato razionale ha preso il sopravvento. Ho pensato a lungo prima di scrivere questo articolo: non volevo che le mie parole fossero soggette a missunderstanding e venissi preso per il razzista o l’anti religioso della situazione. Quindi, ho cercato di ponderare a lungo e s...

2015

Dopo aver festeggiato il Natale e il mio compleanno, ecco che arriva finalmente l’ultima serata di baldoria dell’anno. L’ultima notte del 2014, l’inizio di un anno nuovo. Quella magia particolare da vivere insieme alle persone che si amano e ai propri amici. Forse si fanno le stesse identiche cose di quando si esce il venerdì o il sabato sera con gli amici, ma si vivono in maniera diversa. Non suggerisco di ponderare i soliti propositi per l’anno nuovo, perché è difficile sapere adesso che cosa succederà e in questi continui cambiamenti anche gli obiettivi possono cambiare. Posso solo suggerire di pensare a chi volete essere e a chi volete diventare. Auguro ad ognuno Buon Anno, sperando che il 2015 sia un anno in più che permetta di avvicinarsi sempre di più alla realizzazione dei propri sogni e che il 2014 sia stato pieno di esperienze che, negative o positive, abbiano impartito le lezioni necessarie per vivere al meglio l’anno nuovo.

Chi semina raccoglie

Quando cominciai il Corso di Laurea in Infermieristica non sapevo dove sarei arrivato. Inizialmente, non sapevo neanche se sarei andato avanti, nel momento in cui mi trovavo lì perché non avevo passato il test di ingresso per Medicina. Sapevo solo che fortunatamente avevo un piano B e che quello stesso piano B stava incidendo tantissimo sulla mia vita. Esattamente un anno fa cominciavano i primi corsi, le prime relazioni sociali con i miei colleghi, con le prime pause caffè&sigaretta a chiacchiera e a scaricare l’uno sull’altro l’ansia per i primi esami. ma l’interesse per la scienza e per il corpo umano rimanevo i miei due fedeli compagni. Penso di essere cambiato tanto dall’anno scorso: al di là del fatto che la mia misantropia e scarsa fiducia per il prossimo si facciano sentire sempre di più, ho anche capito che il mio piano B era in realtà il mio piano A e che avrei fatto di tutto pur di portarlo avanti con orgoglio. Il numero dei miei compagni di corso si è ridotto in misura ...